Esami di Maturità: si torna al 2017

Esame di Maturità: si torna all’era pre-Covid, ovvero alla legge del 2017che verteva su due prove scritte e un colloquio interdisciplinare.

Sulla prova orale il ministro Valditara ha annunciato con una circolare:

Per quanto riguarda gli scritti, e in particolare la prima prova, Valditara spiega che le tracce presupporranno, da parte degli studenti, la lettura di libri e giornali.

Il ministro dell’Istruzione ha dichiarato che :

” Non sarà necessario avere completato l’alternanza scuola-lavoro per essere ammessi alla maturità nel 2023. La normativa prevede un monte ore che per il Covid molti studenti non hanno potuto rispettare“.

LA CIRCOLARE: COME SARÀ L’ESAME DI MATURITÀ 2023

“Negli ultimi tre anni la scuola ha vissuto gli effetti della pandemia che hanno comportato, tra gli altri, la necessità di modificare successivamente le modalità di svolgimento dell’esame di Stato. Un esame che, a conclusione del secondo ciclo di istruzione, costituisce un passaggio sostanziale e simbolico nel processo di costruzione del proprio progetto di vita. È il momento finale dell’intera esperienza scolastica, in cui esprimere le conoscenze, le abilità e le competenze sviluppate nei percorsi formativi“. Inizia così la circolare del ministero dell’Istruzione e del Merito sugli esami di stato 2023.

 Nel 2023 l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione tornerà a essere configurato secondo le disposizioni normative vigenti (di cui al capo III del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62). Possibile eccezione i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), per i quali la pandemia ha determinato difficoltà nello svolgimento delle attività e, in taluni casi, il mancato raggiungimento del target orario previsto”.

“Per tali ragioni – continua il documento – potrebbe in seguito venir meno, previa emanazione di specifica norma di legge, il vincolo dello svolgimento delle attività Pcto per l’ammissione all’Esame di Stato 2023“.

“L’esame sarà costituito da due prove scritte a carattere nazionale e un colloquio – si legge ancora – La prima prova scritta accerterà la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche degli studenti. La prima prova sarà comune a tutti gli indirizzi di studio e si svolgerà con modalità identiche in tutti gli istituti, con durata massima di sei ore. Verranno proposte sette tracce, trasversali a tutti gli indirizzi di studio, che potranno fare riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale”.

La seconda prova scritta avrà per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studio – Saranno individuate, entro il mese di gennaio 2023, le discipline oggetto della seconda prova scritta. Verranno inoltre fornite specifiche disposizioni circa la declinazione di tale prova relativamente ai percorsi dell’istruzione professionale interessati dal recente riordino”.

È prevista una terza prova scritta in alcuni casi particolari (per le sezioni ESABAC, ESABAC techno ad opzione internazionale, per le scuole della Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e per le scuole con lingua d’insegnamento slovena)”.

“Il colloquio si svolgerà in chiave multi e interdisciplinare al fine di valutare la capacità dello studente di cogliere i nessi tra i diversi saperi collegandoli opportunamente tra loro e sarà finalizzato ad accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale.

La commissione, tenendo conto anche di quanto previsto dall’articolo 1, comma 30, della legge 13 luglio 2015, n. 107, propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera. Nell’ambito del colloquio il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola lavoro svolta nel percorso di studi.

La Votazione:

“La valutazione finale, secondo normativa vigente, si definirà con il riparto dei 100 punti a disposizione della commissione, come segue: credito scolastico massimo 40 punti; primo scritto massimo 20 punti; secondo scritto massimo 20 punti; colloquio massimo 20 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l’esame di Stato è di 60/100″, si legge.

Le commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione torneranno ad assumere l’ordinario assetto e saranno composte da un presidente esterno all’istituzione scolastica, tre membri interni all’istituzione scolastica e tre membri esterni“, conclude la circolare del ministero dell’Istruzione.

Stabilite quali discipline sono affidate ai commissari esterni i consigli di classe si riuniranno per la nomina dei commissari interni. I docenti che non rientrano nella disciplina interna individuata dal Ministero, se ne hanno l’obbligo, dovranno presentare domanda di partecipazione agli Esami di Stato 2023 in qualità di commissari esterni. Il Ministero fornirà apposite indicazioni.

Debutta il nuovo esame di Stato degli Istituti Professionali

Il Ministero si impegna a  “fornire specifiche disposizioni circa la declinazione di tale prova relativamente ai percorsi dell’istruzione professionale interessati dal recente riordino”

Al momento sono stati pubblicati i nuovi quadri di riferimento e griglie di valutazione seconda prova scritta,  che costituiscono parte integrante del decreto n. 164 del 15 giugno 2022.

I quadri di riferimento definiscono nuclei tematici fondamentali d’indirizzo correlati alle competenze, anziché ai singoli insegnamenti, come da precedente ordinamento.

Gli insegnamenti caratterizzanti degli undici indirizzi degli Istituti professionali, di cui al decreto legislativo n. 61 del 2017, sono quelli compresi nell’asse scientifico, tecnologico e professionale dell’area di indirizzo nonché nell’asse dei linguaggi, con riferimento alle lingue straniere, del quinto anno di cui ai quadri orari previsti dagli allegati 3 del decreto interministeriale n. 92 del 2018, in relazione alla effettiva declinazione degli indirizzi in percorsi formativi adottati dalle singole scuole ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del decreto legislativo n. 61 del 2017.